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Un evento per tutti gli appassionati di cinema sta per approdare in DVD: il kolossal di David Lean, “Lawrence d’Arabia” (1962). Già un po’ di tempo fa in questo editoriale abbiamo reso un omaggio al maestro inglese parlando di un altro dei suoi capolavori, “Il ponte sul fiume Kwai” (1957), che il supporto DVD ha reso in modo eccezionale sia per la qualità tecnica che per la grande quantità di contenuti speciali. David Lean è nato a Croydon, nel Surray, il 25 marzo 1908. Figlio di un ricco commercialista, fin da giovane il suo interesse |
| per la settima arte lo portò non solo a frequentare le sale, ma anche a restare affascinato dall’uso del montaggio; i primi film che cominciò a studiare furono quelli di Anthony Asquith. Il suo ingresso nel magico mondo del cinema Lean lo fece come fattorino-factotum presso la casa di produzione Gainsborough, e nel 1927 partecipò in prima persona all’avvento del sonoro. La sua fama di montatore, prima di passare alla regia, lo portò a curare il montaggio del film “Escape Me Never” (1935), diretto dall’ungherese Paul Czinner, quindi a lavorare con i maestri Powell e Pressburger per “Volo senza ritorno” (1941), fondamentale per la sua crescita professionale. David Lean nel 1945 girò “Breve incontro” tratto da un atto unico di Noel Coward, interpretato da Celia Johnson e Trevor Howard, uno dei più famosi e anche uno dei più bei film strappalacrime della storia del cinema: è un’opera impeccabile e poetica, dove l’uso del secondo concerto di Rachmaninoff fa venire i brividi per l’emozionante combinazione con le immagini. “Breve incontro” è carico di atmosfera e la recitazione degli attori è raffinatissima, caratteristica principale del cinema inglese. In poche parole, la trama racconta di un breve incontro, appunto tra una casalinga di periferia (Johnson) e un medico (Howard), entrambi sposati, in una stazione, dove nasce l’amore. Nel 1946 David Lean Crealizzò una splendida versione del romanzo di Charles Dickens “Grandi speranze”, con John Mills, Bernard Miles e, una curiosità per tutti i cinefili, Jean Simmons bambina. Nel 1948 fu la volta de “Le avventure di Oliver Twist” con John Howard Davies e con uno straordinario Alec Guinness nella parte dell’ebreo Fargin. Nel 1950 David Lean diresse Ann Todd, ai tempi sua moglie, ne “L’amore segreto di Madeleine”, e nel 1954 Charles Laughton nei panni di un calzolaio avaro e dispotico in “Honson il tiranno”, tratto dalla commedia “La scelta di Maggie” (1915) di Harold Brighouse: geniale l’interpretazione di Laughton, mentre nella parte di Maggie recitò Brenda De Banzie. Dopo ci fu la parentesi veneziana, in cui Lean diresse Katharine Hepburn in “Tempo d’estate” (1955), accanto a Rossano Brazzi e Isa Miranda, film che all’epoca ottenne un grande successo di botteghino e che aprì le porte al regista inglese per le coproduzioni internazionali; infatti nel 1957 cominciò l’avventura del kolossal con il già citato “Il ponte sul fiume Kwai”. Se l’uso del bianco e nero è una delle caratteristiche del cinema di David Lean, il raffinato gusto pittorico è al centro dei film successivi: la giungla de “Il ponte sul fiume Kwai”, il deserto di “Lawrence d’Arabia”, le distese ghiacciate de “Il dottor Zivago”, le coste irlandesi de “La figlia di Ryan” e l’India del suo ultimo film, “Passaggio in India” (1984), tratto da un romanzo di E.M. Forster. Ma i vari paesaggi dipinti da Lean hanno un rapporto ben preciso con i personaggi che si muovono in scena, è una lotta tra l’uomo e l’ambiente in parte ostile. Lean è anche un pessimista e lo dimostra in alcuni film come “Breve incontro”, dove Celia Johnson rinuncia all’amore per rifugiarsi nella grigia vita familiare, oppure Madeleine che viene emarginata per avere infranto le convenzioni sociali, o la banale esistenza a cui torna Katherine Hepburn in “Tempo d’estate”. Ne “Il ponte sul fiume Kwai” il colonnello Nicholson (Alec Guinness), morente, si rende conto che non basta essere solo un bravo comandante; ma tradire la patria è un’onta difficile da lavare e in “Lawrence d’Arabia” il tenente Thomas Edward Lawrence (1888-1935) viene distrutto dalla sua stessa leggenda. Nel “Dottor Zivago” il corso della storia travolge Lara e Zivago. Nel suo pessimismo David Lean è un narratore straordinario, ha una visione del cinema intimistica e spettacolare. Lo sceneggiatore e drammaturgo Robert Bolt ha definito Lean un poeta e un “imagista”. Dopo la prima newyorkese di “Lawrence d’Arabia”, avvenuta il 16 dicembre del 1962, il produttore di tutti i produttori, David Selznick, disse a David Lean: “Non tagliarlo”. Lean resistette finché ha poté, ma “Lawrence d’Arabia” passò sotto le forbici del produttore Sam Spiegel che ne tagliò circa venti minuti. Adesso, grazie al restauro che ha riportato il film alla lunghezza originale e alla Columbia TriStar, “Lawrence d’Arabia” esce in una eccellente versione in DVD, un cofanetto doppio contenente un ricchissimo menù di inserti speciali che fanno gola al più accanito collezionista: è l’autentico evento in DVD di questo mese per ammirare il kolossal di David Lean nel suo massimo splendore. (Il Puma) |
| Il Puma |
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