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Nell’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia Clint Eastwood ha ricevuto il giusto riconoscimento, il Leone d’Oro alla carriera, consegnatogli da una bellissima Sharon Stone. Dopo 45 anni di attività, finalmente per Eastwood un premio e un tributo, omaggio più che meritato per un grande uomo di cinema, attore, produttore, regista e cultore di musica jazz, in modo particolare quella afroamericana. Alcuni anni fa, infatti, Eastwood ha prodotto uno splendido documentario su un grande pianista intitolato “Thelonius Monk: Straight |
| No Chaser”. Analizzando i suoi film, fino all’ultimo “Space Cowboys”, ci si accorge che le colonne sonore sono arricchite da brani jazz d’epoca, che il nostro Clint utilizza in modo intelligente.
Un'altra sua passione musicale è il country: nel 1982 Eastwood dirige e interpreta “Honkytonk Man”, ambientato negli anni ’30 durante la Grande Depressione, il cui protagonista è un cantante country malato di tubercolosi. Il suo ultimo film, “Space Cowboys”, alterna canzoni di Willie Nelson ad un classico di Sinatra, “Fly Me to the Moon (In Other Words)”, eseguito in coppia con Count Basie, a brani di jazzisti contemporanei del calibro di Joshua Redman e Brad Mehldau. Nel 1988 Eastwood in veste di regista racconta la biografia di Charlie Parker, interpretato da Forest Whitaker, con “Bird”, un film dalle atmosfere notturne e cupe. Con “I ponti di Madison County” (1995), l’artista si cimenta con il melodramma di stampo classico (ma quasi tutto il suo cinema è classicheggiante), raccontando una struggente storia d’amore nell’arco di quattro giorni tra un fotografo del National Geographic e una casalinga di origine italiana. Un amore che il tempo dividerà; ma non saranno quest’ultimo né la lontananza a far dimenticare ai due protagonisti le emozioni del cuore. A scandire l’incontro e la separazione, sotto la pioggia, al semaforo (un pezzo di cinema indimenticabile e di straziante bellezza), le voci di Johnny Hartman e Dinah Washington, che fanno da cornice al film con la consueta eleganza. Nel 1997 è la volta di “Mezzanotte nel giardino del bene e del male”, che Eastwood dirige solamente, affidando i ruoli principali a Kevin Spacey e John Cusack. Tratto da un libro-inchiesta di John Berendt e sceneggiato da John Lee Hancock, il film è ambientato a Savannah, in Georgia, e racconta di un delitto accaduto il 2 maggio 1981. Jim Williams è un ricco antiquario che uccide a colpi di pistola il suo giovane amante. Il giornalista John Kelso è incaricato di arrivare alla verità, per scoprire il vero scopo del delitto. Anche in questo film, Eastwood cura particolarmente la colonna sonora: una selezione delle più belle canzoni composte dal famoso paroliere Johnny Mercer, originario di Savannah, sono affidate alle voci di k.d. lang, Joe Williams, Paula Cole, Rosemary Clooney. L’autentica sorpresa della colonna sonora è Kevin Spacey, che si cimenta col brano “That Old Black Magic”; ma anche la figlia di Clint, Alison (che recita nel film), esibisce una splendida voce eseguendo “Come Rain or Come Shine”, e lo stesso Clint stupisce cantando la canzone “Ac-cent-tchu-ate the Positive”. Eastwood, oltre a curare con molta attenzione le musiche dei suoi film, si è cimentato anche in veste di compositore, scrivendo i temi d’amore de “Gli spietati”, “I ponti di Madison County”, “Potere assoluto”, e affidando l’arrangiamento al suo amico compositore Lennie Niehaus. Per il film “Fino a prova contraria” ha composto la bellissima “Why Should I Care?”, interpretata dalla elegante voce di Diana Krall, una delle migliori sulla scena musicale jazz contemporanea e non solo, ma anche una pianista di eccezionali qualità. L’omaggio a Clint Eastwood continua sul supporto DVD. La Warner Home Video distribuisce alcuni titoli da recuperare per tutti gli appassionati di cinema: “Bronco Billy” (1980), da lui diretto e interpretato, è un omaggio ai personaggi perdenti e sognatori. Eastwood nel ruolo del titolo è un cowboy che porta in giro per la provincia americana il suo spettacolo con un circo decadente e con attrazioni dal gusto retrò. “L’uomo nel mirino” (1977) è un avvincente road-movie, con il nostro Clint nella parte di un poliziotto in attesa della grande missione che deve scortare una prostituta. Ma i due sono in trappola e la regia di Eastwood non sbaglia un colpo. “Il texano dagli occhi di ghiaccio” (1976) è uno dei capolavori del cinema western degli anni ’70: è ambientato durante la Guerra di Secessione e la sceneggiatura è di Philip Kaufman. Un film sul difficile rapporto fra legge e giustizia segna la maturità di Clint Eastwood, sia come attore che come regista. È anche disponibile, “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo” (1971), per la regia di Don Siegel, e il malinconico “Il cavaliere pallido” (1985), che segna il ritorno al western di Eastwood prima del capolavoro, “Gli spietati” (1992), vincitore di quattro premi Oscar. La Warner Home Video ha anche distribuito in DVD, “Potere assoluto” e “I ponti di Madison County”. Recuperare questi titoli in DVD è un buon motivo per avvicinarci a un grande cinema, ricco di citazioni del passato (con omaggi diretti ai suoi maestri, Sergio Leone e Don Siegel). Le lancette dell’orologio che scandiscono il tempo che passa, come nel film “Fino a prova contraria”, la solitudine e la malinconia e quegli accenti romantici, impreziosiscono e contraddistinguono Clint Eastwood dal cinema volgare e popolare di oggi. (Il Puma) |
| Il Puma |
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