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A scrivere è sempre un “surrogato” del Puma. Diamo uno sguardo alle candidature all’Oscar di quest’anno, rese pubbliche il 12 febbraio scorso. A fare la parte del leone stavolta è il faraonico Il signore degli anelli - La compagnia dell’anello, con il quale il regista Peter Jackson ha ottenuto ben 13 nominations (compresa la sua), in gran parte tecniche (tranne il “supporting role” di Ian McKellen). La cinquina principale è completata da Gosford Park di Robert Altman, A Beautiful Mind di Ron Howard, Moulin Rouge e In the Bedroom. Al |
| posto di Baz Luhrmann e dell’esordiente Todd Field, che hanno diretto gli ultimi due titoli, fra i registi in lizza figurano Ridley Scott per il movimentato Black Hawk Down e David Lynch per il contorto Mulholland Drive. Particolarmente interessante la sfida fra gli attori: a parte Russell “bella mente” Crowe e Tom “camera da letto” Wilkinson, si scontrano Sean Penn (Mi chiamo Sam) e, finalmente, due illustri esponenti del cinema afroamericano, Denzel Washington (Training Day, per il quale corre come secondario pure Ethan Hawke) e Will Smith (Alì, stesso discorso per Jon Voight). Gli altri comprimari maschili considerati dai giurati sono Ben Kingsley (Sexy Beast) e Jim Broadbent per Iris, che è valso la gara anche a Judi Dench e Kate Winslet, rispettivamente protagonista e non. Le rimanenti signore che si contenderanno la preziosa statuetta la notte del prossimo 24 marzo sono Renée Zellweger per Il diario di Bridget Jones, Halle Berry per Monster’s Ball e la ritrovata Sissy Spacek per la pellicola di Field; alla stessa opera ha preso parte Marisa Tomei, nominata insieme a Jennifer Connelly (per il lungometraggio di Howard) e Maggie Smith e Helen Mirren (entrambe votate per quello di Altman) in qualità di migliore attrice di secondo ruolo. El hijo de la novia, Elling e Lagaan sfidano invece i più conosciuti Il favoloso mondo di Amélie e No Man’s Land nell’ambito dei film stranieri. Coniata la categoria per i cartoni animati “lunghi”, dove troviamo Shrek, Monsters & Co. e Jimmy Neutron: Boy Genius. Sul resto non ci soffermiamo. Prima di lanciare un “vinca il migliore” di prassi, desideriamo esprimere un rammarico che con i premi, apparentemente, non c’entra, ma con la settima arte sì: per cause di forza maggiore, sta per chiudere lo storico cinema De Amicis di Milano. Qualcuno che può ha espresso la volontà di intervenire. Sperando che sia vero, tutta la nostra solidarietà. Sembra una competizione anche questa, e per noi non c’è dubbio su chi deve farcela. (m.a.) |
| Il Puma |
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