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Benvenuti in questo nuovo sito interamente dedicato al cinema. Affrontare l'inizio di un discorso sul cinema al mio primo approccio in un sito internet è una vera emozione e mi comporta qualche difficoltà. Per difficoltà intendo: come dare sfogo alla mia passione cinematografica, come iniziare un discorso per allacciare i miei primi contatti a chi leggerà queste righe. Inizio immediatamente e lascio la mia prima impronta dando le mie vedute sui film in circolazione nelle sale palermitane. Robert Altman è uno di quei registi che mi sta |
| più a cuore e ogni suo film, per quel che mi riguarda, è sempre molto atteso: è già in circolazione il suo "Il dottor T & le donne", con Richard Gere nei panni di un ginecologo assediato dal gentil sesso ma con una situazione familiare abbastanza complessa. La moglie, interpretata da Farrah Fawcett, è in piena crisi psicologica, la figlia è lesbica e il tanto organizzato matrimonio finisce male, complice l'arrivo imprevisto di un forte vento. Nel cast figurano, è ovvio, molte donne: ci sono Laura Dern, Liv Tyler (al secondo film con Altman dopo "La fortuna di Cookie"), Kate Hudson, Shelley Long (una delle tante attrici che oggi vediamo raramente al cinema, come pure l'ex Charlie's Angel Farrah Fawcett) ed Helen Hunt, con cui il dottor T vivrà un breve idillio. Tra gli attori notiamo la presenza di Robert Hays, diventato famoso per aver interpretato il pilota nel celebre film comico "L'aereo più pazzo del mondo". L'ambientazione della storia è a Dallas e la sceneggiatura porta la firma di Anne Rapp, già autrice de "La fortuna di Cookie", che tratteggia le figure femminili in modo impeccabile. La regia di Altman fa il resto, dando credibilità alla serietà professionale del dottor T e spruzzando qua e là qualche punta di veleno e di misoginia, una misoginia che diventa una profonda malinconia, come dimostra anche il finale che non sveliamo per non rovinare il gusto agli spettatori di scoprire perché il dottor T urlerà, finalmente, di gioia. Eccellente la prova d'attore di Richard Gere nel ruolo più bello e a tutto tondo della sua carriera. Una curiosità: la colonna sonora è affidata alle mani di Lyle Lovett, che recitava in un piccolo ruolo nell’opera precedente del signor Robert Altman. Un altro film che consiglio di non perdere è "La mappa del mondo", datato 1999 e distribuito solo ora dalla Lucky Red, diretto da Scott Elliott e interpretato da Sigourney Weaver, Julianne Moore, David Strathairn, Chloë Sévigny e Arliss Howard. La storia narra la commovente vicenda di una vigilatrice (la Weaver) la cui esistenza è sconvolta dopo l'annegamento della figlia della sua migliore amica (la Moore) e l'accusa di aver abusato sessualmente di un ragazzino. Un film dai toni delicati, con l'efficace colonna sonora di Pat Metheny che dipinge il paesaggio campagnolo arricchendolo di sfumature e la grande prova d'attrice della Weaver, intensa e combattiva, contrapposta alla dolce fragilità della Moore, che disegna il suo personaggio tra lacrime e un forte desiderio d'amicizia. "La mappa del mondo" lo consigliamo per la cura dei personaggi in fase di scrittura e per un certo tipo di cinema di stampo tradizionale che porta indietro nel tempo, proprio come la mappa che il personaggio della Weaver aveva disegnato nella sua infanzia, una mappa di un mondo interiore che nonostante le difficoltà è sempre là, lungo la linea del destino. Concludiamo con qualche altro dettaglio sui film in programmazione: il deludente film di Jonathan Lynn, "FBI - Protezione testimoni", con un monocorde Bruce Willis; la comicità triviale di Massimo Ceccherini e del suo "Faccia di Picasso", suo secondo e speriamo ultimo film; il convincente film d'animazione di Don Bluth "Titan A.E."; il poco passionale film di Patrice Leconte "L'amore che non muore", anche se il cast è di tutto rispetto: Juliette Binoche, Daniel Auteuil e il regista Emir Kusturica in veste questa volta solo d'attore; il banale e patetico film di Wolfang Petersen "La tempesta perfetta", che si oppone alla vicenda bellica ben narrata in "U-571" da Jonathan Mostow, una produzione Dino De Laurentiis girata in parte a Malta e in parte allo studio n. 15 di Cinecittà. Un robusto film d'azione che vede in scena Matthew McConaughey, Harvey Keitel, David Keith, Jake Weber, Bill Paxton, Jon Bon Jovi, Erik Palladino e Mathhew Settle. Infine mi è parsa deludente l'ultima regia di Pasquale Scimeca, "Placido Rizzotto", film noioso, lungo e poco emozionante, nonostante la presenza di un attore, Marcello Mazzarella, bravissimo nel ruolo principale. Mazzarella proviene dal teatro e nella scorsa stagione ha recitato il difficile ruolo di Proust nello splendido film di Raoul Ruiz "Il tempo ritrovato". Al film di Scimeca manca la fluidità narrattiva de "I cento passi" e nella sua ricerca di immagine, dove dipinge una Sicilia scarna, non riesce a centrare il bersaglio e gli sbadigli cominciano a manifestarsi dopo mezz'ora dall'inizio. Un film italiano da non perdere è "La lingua del santo", in perfetto equilibrio fra dramma e commedia; Mazzacurati è un regista di un certo spessore nel cinema nostrano, per le sue sceneggiature ben scritte e per l'ottima direzione degli attori. In questo suo ultimo film, Fabrizio Bentivoglio e Antonio Albanese sono una coppia indimenticabile e affiatata. Arrivederci alla prossima settimana. (Il Puma) |
| Il Puma |
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