 |
 |
 |
Eccoci finalmente giunti al 2001. Il fatidico 2001 raccontato da Kubrick nel 1968, l’“Odissea nello spazio”. Per quanto riguarda, invece, questo periodo delle festività al cinema, possiamo storpiare il titolo del capolavoro kubrickiano e trasformarlo in “Odissea nello strazio”. Dal cinema italiano arrivano i titoli più deprimenti: il film record d’incassi del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, “Chiedimi se sono felice”, che racconta tra litigi vari la storia di una amicizia tradita. Accompagnato dalle canzoni di Samuele Bersani e dalla famo- |
| sissima “Teorema” di Marco Ferradini, il terzo film del trio non riesce a divertire e neanche a commuovere (la seconda parte è la più seria). È la loro opera più ambiziosa e per questo motivo presenta notevoli cadute di noia. L’ultima regia di Neri Parenti, “Body Guards”, che in questo Natale ha sostituito Carlo Vanzina (anche se la ricetta è sempre la stessa), è uno dei peggiori prodotti in circolazione. Christian De Sica, Massimo Boldi, più i nuovi arrivati Enzo Salvi e Biagio Izzo, diventano guardie del corpo. Nel film fanno la loro figura Anna Falchi, Cindy Crawford, Megan Gale e Victoria Silvstedt che non devono per nulla recitare, ma mostrare quello che hanno, un corpo da sfogliare come un calendario oppure come una delle tante riviste tipo “Playboy”. Altre due bellezze, Sabrina Ferilli e Manuela Arcuri sono al centro del terzo film di Vincenzo Salemme, “A ruota libera”. Altro film ambizioso, questo di Salemme, come quello del già citato trio Aldo, Giovanni e Giacomo. “A ruota libera”, sceneggiatura verbosissima, mescola commedia e tragedia raccontando una fallita operazione di ernia del disco, che costringe il protagonista Pericle su una sedia a rotelle. La commedia all’italiana, oggi, non funziona più, per mancanza di solidi sceneggiatori, registi, attori e soprattutto attrici che non sono altro che bellezze da copertina. L’unica eccezione dell’anno appena salutato è il film di Silvio Soldini, “Pane e tulipani”, con una simpatica e dolcissima Licia Maglietta. Tre commedie, invece, si distinguono in questo periodo, “Pranzo di Natale”, film di produzione francese diretto da Danièle Thompson e interpretato da un ottimo coro d’attrici: Sabine Azéma, Emmanuelle Béart, Charlotte Gainsbourg e la veterana Françoise Fabian. Un film diretto con misura, con una bella sceneggiatura che arriva dritta al cuore, parlando dei piccoli movimenti della vita con semplicità ed eleganza. Il classico Woody Allen invernale è la migliore medicina per entrare al cinema e ridere con gusto e intelligenza: “Criminali da strapazzo” è il suo ultimo film ed è anche un autentico spasso. Non bisogna perdere d’occhio l’attrice Tracey Ullman (che nel film interpreta la moglie di Allen): è una commediante assolutamente straordinaria. Dall’Inghilterra, infine, arriva “L’erba di Grace”, una commedia molto divertente diretta da Nigel Cole e interpretata da una delle migliori attrici del cinema contemporaneo, Brenda Blethyn, che interpreta il ruolo di una donna che si ritrova, dopo la morte del marito, coperta di debiti e che da provetta giardiniera aguzza l’ingegno: con l’aiuto del suo giardiniere, coltiva delle piante di marijuana nel suo giardino. Degli altri film usciti durante le festività parleremo la prossima settimana. (Il Puma) |
| Il Puma |
|
 |
|
 |